la storia

L’idea di ArteFoto nasce nel gennaio del 1999 quasi come una scommessa dalla passione di Gigi e Rita per la fotografia.

Lo studio fotografico cresce e si afferma pian piano, con uno stile semplice e diretto.

L’obiettivo è quello di regalare agli sposi e alle famiglie il ritratto di un momento di vita vero, non costruito, che rappresenti le persone nelle loro emozioni.

Dopo più di 20 anni, lo studio si è sempre tenuto al passo con le nuove realtà, abbracciando i cambiamenti e le nuove tecnologie pur sempre custodendo uno spirito di semplicità ed empatia con i propri clienti.

È proprio questo l’ingrediente fondamentale della nostra ricetta: conoscere chi abbiamo di fronte ed instaurare con lui un rapporto di fiducia e complicità.

…non a caso appena si varca la soglia dello studio si viene accolti dalla nostra frase preferita:

Fotografare è porre sulla stessa linea la mente, gli occhi e il cuore.
C. Bresson

Lo staff

Francesca

Tu non fai una fotografia solo con la macchina fotografica. Tu metti nella fotografia tutte le immagini che hai visto, i libri che hai letto, la musica che hai ascoltato e le persone che hai amato.

A. Adams

Ho scelto questa frase di Ansel Adams perché vi ritrovo esattamente quello che è per me una fotografia: prima di essere un’immagine è un’idea, un insieme di noi stessi e della realtà, dei nostri sentimenti ed emozioni, una fusione di noi e di ciò che abbiamo davanti.
Sono Francesca e sono la più giovane del gruppo. Inguaribile romantica, appassionata di lettura, viaggi e sport.
Sono cresciuta “osservando la luce” come mi faceva notare sempre il mio papà che mi faceva vedere la bellezza di un raggio di sole che entrava dalla finestra e colpiva gli oggetti disegnandoli in modo nuovo.
Ho abbracciato la fotografia come professione a 19 anni aprendo un piccolo studio affiliato a quello di famiglia in un paese dell’altopiano dove sono cresciuta e mi sono formata; prendere ora le redini dello studio di famiglia è un grande orgoglio e una bella sfida!

STEFANO

Ciao, sono Stefano e sono un classe ’89.
Appassionato di natura, sport e motociclette.
Sempre in studio tra filosofia e pratica.
Considero la fotografia come il tentativo di rallentare l’andatura veloce del tempo, una ricerca per lasciare qualche traccia nonostante l’impermanenza delle cose.
Lo scatto apre una breccia nel momento presente e lo lascia in sospeso, almeno per un po’; durerà quanto dura la carta, una memoria digitale o un telefono.

Questo è il nostro compito, consegnare piccole anomalie temporali a chi se ne vuol prendere cura.